martedì 27 dicembre 2011

BIOENERGETICA E POTERE

(Appunti dell'incontro a Viagrande-Ct, 18 dicembre)


La società occidentale moderna è affetta da un modello di potere basato sulla scissione mente/corpo e sulla gerarchizzazione di questa scissione: la mente viene considerata superiore al corpo e le si attribuisce un ruolo di dominio sul corpo.

Occorre mettere radici al potere attraverso il grounding e la fedeltà ai propri sentimenti più profondi.

Il senso di superiorità tipicamente occidentale deriva dal sentirsi superiori al corpo e alle emozioni.

Il corpo viene considerato in tre modi malsani che si intrecciano fatalmente:

- corpo come oggetto della scienza,

- corpo come macchina per l'efficienza e la produttività,

- corpo come immagine per sedurre-manipolare e per esibire il proprio status sociale soprattutto attraverso i mass media.

Il modello occidentale di potere si sintetizza in 4 affermazioni:

1) "So tutto, o posso saperlo!" (onniscienza);

2) "Posso fare tutto e posso ottenere qualsiasi cosa!" (onnipotenza);

3) "Sono visibile dovunque!" (onnipresenza);

4) "Devo suscitare ammirazione e adorazione!". (1)

Per cercare di divinizzarsi, si perde la propria umanità e le sue virtù: il contatto profondo con se stessi/e e la padronanza di sé, da cui derivano il senso di integrità e la dignità, insieme al senso di comunione con il mondo relazionale e naturale.

Perdendo il contatto con la corporeità come dimensione fondante la nostra umanità, si perde il contatto con le emozioni e i sentimenti, e si comincia a credere che tutti/e fingano, perché non si è più in grado di valutare l'autenticità propria e delle altre persone.

Si vive in un mondo di fantasmi, nel mondo delle proprie proiezioni, che non possono più esserre confrontate con la realtà del vissuto degli/lle altri/e ed elaborate per costruire un mondo condiviso.

Dominare ed usare persone e cose, insieme all'ambiente naturale, è considerato giusto e segno di progresso.

L'occidente moderno, fin dalla sua origine nel XVI secolo, è caratterizzato da questo modello malsano di potere che si è diffuso ormai capillarmente fin nei rapporti personali.

Nessuno/a di noi è esente dalla tendenza alla scissione mente/corpo e dalla sua gerarchizzazione.

La Bioenergetica è nata con l'intento di contribuire al risanamento di questa tendenza.

"Mancando della forza che deriva dai sentimenti intensi, si ha bisogno del potere (sugli altri e sulla natura) e lo si cerca per compensare questa deficienza." (2)


(1) Alexander Lowen, Narcisismo, Feltrinelli, 1985, p. 98.

(2) A. Lowen, ibidem, p. 72.


venerdì 23 dicembre 2011

SICUREZZA ED ECCITAZIONE

L'Analisi bioenergetica si incardina sulla pratica del rapporto tra gli opposti-complementari, rapporto caratterizzato dalla ciclicità.
In quest'ottica si dedica al superamento della scissione mente-corpo e della sua gerarchizzazione con la mente in una posizione di superiorità rispetto al corpo.
Prima di tutto, a livello individuale e collettivo, c'è l'esperienza corporea condivisa.
Tale esperienza si svolge all'interno della cornice culturale, la quale è vissuta come immediatamente data.
Il rapporto tra gli opposti-complementari si svolge a tutti i livelli: fisico, emotivo, mentale, esistenziale, relazionale.
Soffermiamoci su quello tra sicurezza ed eccitazione.
Ognuno/a di noi, quotidianamente, si ingegna a vivere momenti di sicurezza e di eccitazione per sentire sufficientemente soddisfatti entrambi questi bisogni fondamentali.
Occorre mantenere un po' di eccitazione nella sicurezza e un po' di sicurezza nell'eccitazione,
altrimenti l'autoregolazione energetico-emotiva va fuori controllo.
Inoltre, è importante lasciare che i momenti di sicurezza trapassino nei momenti di eccitazione e così via, vedendone la continuità ciclica.
L'autoregolazione energetico-emotiva trova il suo contenitore e il suo radicamento nella struttura scheletrico- muscolare attivata secondo il modello del grounding.
Il grounding, infatti, indica il modo di vivere quotidianamente il rapporto cicilico tra gli opposti-complementari.

giovedì 22 dicembre 2011

BIOENERGETICA DONNA

La scissione mente/corpo

e la sua gerarchizzazione

nella modernità occidentale


Purtroppo la modernità occidentale si è incardinata sulla scissione mente/corpo e sulla gerarchizzazione di questa scissione: con la mente in una posizione di superiorità e di dominio e con la corporeità in una posizione di inferiorità e di sudditanza.

Una cultura siffatta insegna alle donne a rifiutare il proprio corpo troppo coinvolto nella "naturalità", cosicché, quando diventano madri, le donne estendono il rifiuto per il proprio corpo e per la sua "natura animale" al corpo del/la loro bambino/a.

L'intimità fisica, come insieme di contatto corporeo e di affettuosità, è la fonte della salute psicofisica e relazionale.

La Bioenergetica è dedicata ad offrire esperienze che permettono di recuperare e sviluppare la capacità di integrare la mente e il corpo e, quindi, di godere della vitalità naturale; il piacere che deriva dall'esperienza condivisa della vitalità naturale è ciò che ci fa sentire in comunione con gli altri esseri umani e con l'ambiente.

Il progetto "Bioenergetica Donna" si propone di sviluppare e diffondere il ruolo centrale che le donne possono svolgere, sulla base della Bioenergetica, per risanare la tendenza disumanizzante prodotta dalla scissione mente/corpo nella modernità occidentale.


martedì 20 dicembre 2011

TRA DESIDERIO E PAURA: PARADOSSALITA' DELLA CONDIZIONE UMANA.

La condizione umana può essere considerata "paradossale" in quanto teatro dell'interazione tra vissuti opposti.

Una delle interazioni più significative è sicuramente quella tra desiderio e paura.

L'interazione tra desiderio e paura crea un campo di tensione tipicamente umano.

Per paura che i nostri desideri incontrino ostacoli, desideriamo sempre meno, non riusciamo a radicare i nostri desideri nella realtà, ci rifuggiamo nella fantasia e/o in una vita meccanica, diretta dall'esterno.

D'altra parte, la paura ci mette in rapporto con la realtà.

Il desiderio, lasciato da solo, diventa delirio.

Ma se la paura uccide il desiderio, siamo morti/e in vita, zombie.

Imparare a stare nel campo di tensione tra desiderio e paura è il compito evolutivo dello stadio adulto.

Nella prospettiva bioenergetica, si tratta di mettere in relazione l'oralità con la genitalità.

Significa mettere radici ai sogni, al cuore, alla visceralità.

Infatti, la genitalità è tutt'uno con il radicamento nella realtà, mentre l'oralità possiede le chiavi del regno dei sogni.

Possedere entrambe le cose, ovvero, maturare la capacità di far interagire paura e desiderio in modo proficuo, significa poter vivere momenti di appagamento completo.


lunedì 12 dicembre 2011

Appunti su CORPOREITA' E DOMANDA DI SENSO

dagli anni '70 ad oggi



Negli anni '70, l'entrata in crisi della parabola ottimistica della modernizzazione - ricordiamo l'inizio delle crisi energetiche! - e la conseguente crisi delle ideologie e della politica basata sui partiti ha aperto la strada all'impegno individuale di dare risposta alla domanda di senso.

Nello stesso tempo, i temi della salute e della sessualità diventati questioni politiche e di controllo sociale portano in primo piano la questione della corporeità, a partire da quella delle donne.

Negli anni '80, a tutto questo si aggiunge, dopo il disastro nucleare di Chernobyl nel 1986, la diffusione generalizzata della sensibilità ecologica e della ricerca di esperienze volte al recupero del "rapporto con la natura" fuori e dentro di noi, insieme alla cognizione diffusa della "scissione mente/corpo" attuata fin dalle sue origini dalla cultura occidentale moderna.

Negli anni '90, la "rivoluzione informatica", lo sviluppo delle biotecnologie e la "globalizzazione" dànno ulteriore impulso all'individualizzazione e alla contaminazione della cultura e della società.

Tutto questo ha fatto sì che la questione della corporeità, declinata nei modi più diversi e ibridati, e la ricerca individuale di senso si siano sempre più saldate. Per fare un esempio, pensiamo a come le scelte quotidiane che facciamo rispetto alla salute e alla sessualità siano connesse in modo fondante con la nostra ricerca di identità e, quindi, di senso, ovvero, del significato che attribuiamo all'esistenza umana e al mondo in cui viviamo.


Il punto di svolta degli anni '70 è il 1974 nel quale esplode la "stagione referendaria" - sulle questioni del divorzio e dell'aborto - rispetto alla quale i grandi partiti politici italiani, la Democrazia Cristiana e il Partito Comunista Italiano, si trovano spiazzati. Anche le élites intellettuali dimostrano segni di difficoltà e di inquietudine che si manifestano chiaramente nei dibattiti sulla "crisi della ragione" e nell'emergere della questione epistemologica della "complessità". Nel 1979, uscirà il libro del sociologo francese J.-F. Lyotard dal titolo "La condizione post-moderna".

Il decennio si chiude con la divaricazione tra società e politica istituzionale, da cui deriva un potente impulso alla presa in carico a livello individuale della ricerca di senso, all'individualizzazione della società, con l'emergere di nuove forme di solidarietà, di comunità e di agire collettivo.

Gli stessi nuovi movimenti sociali, tra i quali il Femminismo è sicuramente quello più ricco e complesso, si differenziano profondamente dai partiti storici avendo carattere policentrico e molecolare, con posizioni molto diversificate al proprio interno, e perché si organizzano temporaneamente per issues (argomenti), per temi specifici, invece che stabilmente per blocchi ideologici e per programmi complessivi (1).

(segue)


(1) Per i riferimenti storici e politici vedere i testi:

L'Italia repubblicana nella crisi degli anni Settanta. Culture, nuovi soggetti, identità, a cura di Fiamma Lussana e Giacomo Marramao, Rubbettino, 2003;

Nelle maglie della politica di Yasmine Ergas, F. Angeli, 1986.


domenica 4 dicembre 2011

Sintesi del mio intervento per "Terra barbara" di Irene Iorno

Roma, 2 dicembre

Casa Internazionale delle Donne


Ho conosciuto Irene attraverso il suo libro e sono stata conquistata dalla sua sensibilità di giovane donna e di artista. E mi sono sentita subito in sintonia con lei nel segno della "corporeità" come matrice dell'identità.

In questa nostra società sradicata dalla corporeità, a causa della scissione "mente/corpo", in cui ci capita di entrare in contatto con la dimensione corporea attraverso la malattia, salvo poi distaccarcene subito appena finita la convalescenza, Irene è stata costretta dalla diagnosi errata e dagli errori terapeutici a rimanere attenta.

E in questo rimanere attenta Irene si è andata rivelando, conoscendo, manifestando in un percorso che descrive magistralmente, dando vita ad un vero e proprio "romanzo di formazione".

In questa nostra società occidentale affetta da un eccesso di "razionalità", che ha preso la forma virulenta della "razionalità strumentale", la quale risponde solo alle domande "Funziona?", "Si vende?", rischia di perdersi ciò che ci rende umani/e, ciò che ci mantiene umani/e: la domanda di senso, quella che chiede "Qual è il senso di tutto questo?".

Irene si fa portatrice in modo ostensorio della domanda di senso. Irene si chiede continuamente: "Come posso dare senso a tutto questo?", dalle cose più piccole alle cose più terribili che le accadono.

Si pone la domanda e si dà risposte, con le sue capacità di donna artista, con profondità e ricchezza che sono di esempio e di stimolo per tutti/e.